Vesevo è l’ antico nome del Vesuvio, il famoso vulcano tutt’ora attivo nei pressi di Napoli attorno al quale si legano miti, leggende e storia dall’antichità fino ad oggi.

Vesevo è anche un nuovo progetto musicale capace di donare nuova vita alle tradizioni musicali del sud Italia, intessendo l’antico nel moderno e viceversa senza soluzione di continuità, come il ciclo di vita stesso, come il flusso inarrestabile di lava raffigurato nelle copertina di questo primo disco.

Gli animatori del progetto sono tre musicisti da anni impegnati nella ricerca, nella pratica e nell’insegnamento di queste tradizioni musicali. Antonio Fraioli, violinista e arrangiatore di lunga esperienza nell’ambito “World” fondatore di Spaccanapoli (Spakka-Neapolis 55) già presente nel catalogo Real World, che sigla anche la produzione artistica. Francescopaolo Manna percussionista eclettico, uno dei maggiori esperti italiani di tamburi a cornice, che ha già collaborato con Spakka- Neapolis 55, ed il progetto “Liquid  clarinets”. Antonio Di Ponte, chitarrista e cantante con una particolare vocalità, possente e autenticamente tradizionale cresciuta in anni di feste popolari nei paesi dell’entroterra vesuviano.

L’album, registrato rigorosamente live in studio, contiene 9 brani che nascono da linguaggi musicali tradizionali, come il canto sul tamburo, i canti a distesa, la tarantella: attraverso un lavoro progressivo  di 3 anni tra produzione, ricerca e concerti, si è arrivati a sintetizzare il tutto in 3 giorni di registrazione al Max SoundVibe tra giugno e agosto 2014.

La scelta del nome Vesevo avviene dopo la lettura dell’epitaffio posto dal Vicerè Zunica – ancora visibile nella cittadina di Portici – a seguito della disastrosa eruzione del Vesuvio del 1631, come ammonizione futura dei pericoli del vulcano.
La stessa copertina del disco, tratta da un quadro di Annapia Ferrara, quasi per coincidenza è ispirata agli eventi descritti nell’epitaffio di portici.